La nostra proposta è in consonanza con il
movimento
della “decrescita felice”. Noi siamo convinti che
la
riduzione dei consumi non possa che portare vantaggio sia al nostro
pianeta che a noi stessi, aprendoci la strada verso un futuro di
maggior benessere.
Questo capitolo intreccia le tematiche affrontate in questo manuale con il cammino che vi proponiamo di seguire insieme a noi, verso un futuro che sappia far ritrovare alla nostra vita l’allegria e la speranza, che sappia liberarci dall’ansia e dalla paura, che ci doni la sensazione di essere padroni del tempo della nostra vita su questa terra.
La cultura della quale siamo portatori è fondata
sulla ricerca della perfezione e
dell’infallibilità.
E’ una cultura che, avendo perduto il sacro, il
divino, si illude
di poterlo ritrovare imponendo alle proprie azioni, ai propri oggetti,
proprio due delle caratteristiche meno importanti che alcune visioni
spirituali hanno assegnato a ciò che chiamano Dio:
perfezione ed
infallibilità.
La ricerca estenuante della perfezione (ogni cosa intorno a me
nello
spazio deve essere come voglio che sia, al 100%) e
dell’infallibilità (ogni cosa che accade nel tempo
deve
corrispondere al 100% con ciò che ho previsto) ha un costo
molto
pesante in risorse del pianeta ed in tempo di vita degli esseri umani.
Gli esseri umani: se ci fermiamo un attimo, ci accorgiamo che
la cosa
più preziosa che abbiamo, è il tempo della nostra
vita.
Tanto lo sprechiamo in una corsa affannosa, per fare e comperare. La
misura di questo spreco è la mancanza del sorriso nel nostro
cuore, che si riflette sulla mancanza di luce nei nostri occhi. Luce
che è così facile trovare negli occhi delle genti
dei
paesi ad economia debole, che hanno molto meno denaro, e molto
più tempo.
Il pianeta: siamo in un vicolo cieco. Questa corsa affannosa sta consumando risorse, rubandole alle generazioni che verranno (ad esempio, non riciclare tutto il rame utilizzato è un crimine) e sta causando un troppo rapido cambiamento al clima, che ci sta già rubando gli azzurri ghiacciai delle nostre alte montagne, le Alpi.
Se non pretendiamo più che ogni cosa sia perfetta,
se la
smettiamo di cercare che ogni cosa accada come abbiamo previsto, se
cessiamo di illuderci che la vita sia priva di rischi ed
imprevedibilità, riduciamo enormemente il tempo che dobbiamo
dedicare a raggiungere questo irraggiungibile obiettivo. E riduciamo il
corrispondente consumo di risorse.
Ciò accade perché se accettiamo che le
cose siano
perfette solo per il 90%, consumiamo risorse (e tempo di vita) per 50.
Se ci poniamo l’obiettivo della perfezione al 100%, dobbiamo
raddoppiare il consumo di risorse (e tempo di vita).Questo ultimo
pezzetto è faticosissimo da ottenere!
Oltretutto, la natura ci fa sempre qualche scherzetto: al 100%
è
quasi sempre impossibile arrivare, crediamo di esserci arrivati ma in
realtà a spese di sforzi spaventosi siamo arrivati soltanto
al
99%.
Quando quell’ultimo punto percentuale di
imprevedibilità
si manifesta, facendo sballare le nostre previsioni, ci arrabbiamo da
matti. Così, già esausti per lo sforzo spaventoso
fatto,
per di più ci arrabbiamo. Stanchi, ed arrabbiati. Ne vale la
pena?
Forse meglio accontentarsi del 90%, e sorridere per il 10% mancante, che ne dite?
Un altro modo in cui si manifesta la illusoria aspirazione
alla
perfezione ed all’infallibilità è la
disinfezione.
Un’altra caratteristica di questa cultura è
infatti il
terrore del batterio. Si cerca forsennatamente di eliminare ogni
batterio da ogni luogo, non considerando che:
Sia chiaro: è sacrosanto che si agisca per ridurre la carica
batterica là dove può essere dannosa,
l’eliminazione nei secoli scorsi di tante malattie devastanti
grazie alle competenze acquisite nel campo della disinfezione
è
stata fantastica (vedi la disinfezione nel campo operatorio). Ma al di
fuori della sala operatoria, spesso la disinfezione spinta e forsennata
non è per nulla necessaria, anzi è dannosa. Non
pretendiamola sempre ed ovunque, ma cerchiamola con consapevolezza
là dove serve davvero.
Ogni nostra azione ha un costo in termini di risorse e di
tempo di
vita: agiamo solo quando serve davvero, quando il vantaggio che ne si
deriva è superiore al costo di risorse e di tempo di vita.
La possibilità che la detersione ci offre,
è quella di
giocare sperimentando. Sperimentando sul piano della qualità
(provare altri tipi di detersivi rispetto a quelli di sintesi,
cioè naturali e non cancerogeni) e sul piano della
quantità (andare alla ricerca della dose giusta di
detersivo).
Cercare di ottenere che neanche una macchiolina delle 1000 che
ci sono
sui miei panni ci sia ancora dopo il lavaggio, porta ad usare sempre
enormi quantità di detersivo, rispetto a quello che
basterebbe
se ci accontentassimo di eliminarne 990 (il terrore della macchiolina
è forse parente del terrore del batterio?).
La strada maestra diventa allora quella di dimezzare le
quantità, e vedere quello che succede. Tre sono le cose che
possono succedere:
Nei casi a e b mi fermo lì dove sono (diceva Don
Pilade: “chi sta bene, non si muove”).
Nel caso c, aumento la quantità (magari al 75%
dell’iniziale) e ripeto l’esperimento, continuando
ad
aumentare finché non sono contento. Consapevole che ogni
aumento
di detersivo porta aumento di consumo di risorse e di tempo di vita
(come quasi sempre, ottengo qualcosa da qualche parte e ne perdo da
qualche altra).
Tempo di vita perché i detersivi (come ogni cosa
che
utilizziamo) costa tempo di vita per essere fatto (se ve lo fate da
soli, come vi abbiamo insegnato) oppure costa tempo di vita
perché dovete lavorare per guadagnare i soldi che usate per
comprarlo.
Naturalmente molti di noi sono rinchiusi in una trappola: per
fare gli
esperimenti di cui sopra ci vuole tempo (di più di quello
che
serve per usare ogni volta il massimo dei massimi della
quantità
di ogni detersivo) e tanti di noi vivono una vita spericolata, nella
quale di tempo che avanza non ne hanno neanche un po’.
Però cercando bene bene, spazi per liberare tempo
si possono
forse trovare. Uno molto semplice potrebbe essere il seguente.
Tantissime persone utilizzano tutta la tredicesima (o una sua parte
significativa) per comprare regali di Natale. Smettendola di comprare
regali di Natale, facendo regali con il cuore invece che con il denaro
(una conchiglia raccolta sulla spiaggia, un pezzo di legno con una
bella forma trovato nei boschi, un disegno, una poesia od un racconto
scritto da sé invece di un libro scritto da altri), tante
persone di questa società forsennata possono recuperare un
sacco
di tempo.
Se hanno la fortuna che sino ad ora utilizzavano un intero stipendio
per i regali di Natale, smettendo di farli comprando oggetti, di botto
regalano a sé stessi UN MESE DI VITA!!!!!!
Pensate quanti esperimenti sui detersivi si possono fare in un mese …
Acqua
Madre
Terra
Acqua
è l'origine di ogni cosa
creata, prima ancora che venga
creata,
è la culla
dell'umanità, è la culla del ventre, è
la culla del mondo
è il liquido primordiale, è la vibrazione
essenziale
è la goccia che cade e disseta
è la vita in una perla di
emozione
è una goccia
come un uovo
da cui tutto nasce
a cui tutto torna
Acqua di Vita
Acqua che è Madre
Acqua che è il 70% del nostro
corpo, è la nostra Anima
è la nostra linfa vitale
Acqua Splendore Luminoso
Acqua che abbraccia
Acqua che goccia a goccia scorre, scende
nelle profondità della terra, e poi risale,
libera nel vento di maestrale ancora sale
il cielo piange Acqua
che il viso bagna
Acqua di Sole, Acqua di Linfa, Acqua che
è Canto
Acqua che è Fluire verso l'Avvenire.
Anche per l’acqua noi abbiamo scritto questo
manuale, forse prima di tutto per lei.
Per proteggerla e cantarla, per esprimere con le nostre e le
vostre
azioni il nostro rispetto, il nostro ascolto per il suo essere e per il
suo fluire.
Ampliare la nostra coscienza sino a sentirci parte di Gea, la
terra
organismo vivente del quale noi siamo cellule, significa capire che
l’acqua della terra è il sangue di questo
organismo.
Per desiderare di mantenerla pulita e limpida come
l’acqua dei
torrenti, come l’acqua della terra nostra casa, nostro
essere.
Per questo vi invitiamo a chiedervi ogni volta che lavate: ma
c’è davvero bisogno del detersivo? Questo
pavimento, che
non è unto ma è solo sporco di polvere e di un
po’
di terra, non basterà l’acqua a pulirlo? Questi
bicchieri,
non è sufficiente risciacquarli con un po’
d’acqua?
Vi invitiamo a fare lo sforzo, quando usate il detersivo, a fare un po’ di esperimenti per trovare la quantità minima possibile, che vi consenta di ottenere il risultato che vi serve. Sappiate che le dosi che in genere sono proposte, servono per funzionare sempre e comunque, adatte per persone fanatiche dall’iperbianco che più bianco non si può e terrorizzate dal batterio assassino: sono perciò di solito superiori, a volte anche di molto, alle quantità che sarebbero sufficienti nel vostro caso. Allora vale la pena correre il rischio che qualche volta non si ottenga il risultato cercato, per scoprire quanto è il MINIMO di detersivo che basta per il proprio specifico utilizzo.
Impariamo che l’Acqua non è solo da conservare, è soprattutto da PRESERVARE nella sua purezza. L’Acqua che inquiniamo o NON INQUINIAMO oggi, è l’Acqua che i nostri figli troveranno nel futuro.