EcolavaggioLa polvere lava molto di più del liquido. E'
indicata per il
bucato più grosso e sporco. . È efficace anche a
basse
temperature
Spesso è arricchita di sbiancanti, va quindi bene per i
bianchi
e bisogna controllare non sia controindicata per i colorati e gli scuri.
Stesso discorso vale per i detersivi liquidi: impariamo a leggere se
sono indicati per chiari o scuri : sbiancanti ottici e sbiancanti
chimici vanno bene solo per i bianchi.
Il detersivo in polvere è meno solubile (quindi va usato con
acqua calda) e tende a depositarsi sui tessuti: si può
ovviare
al problema facendo un doppio risciacquo.
Ideali ed un po' più ecologiche sono le polveri concentrate,
anche se chimiche. E' indispensabile però imparare ad usare
l'esatta quantità, per evitare di sprecarle e inquinare.
I detersivi in formulazione concentrata sono moderatamente ecologici
per due motivi:
- non sono riempiti di sostanze inerti che inquinano e servono solo ad
aumentare il volume
- richiedono un imballaggio più piccolo e leggero.
Il liquido è meno potente, quindi indicato per un bucato
meno
sporco, e più delicato. Ha il vantaggio che è
molto
più solubile, quindi si può usare in acqua fredda
e
più difficilmente ristagna sui tessuti lavati. Tende a non
avere
gli sbiancanti ed è quindi adatto ai capi colorati:
controllare
nelle indicazioni.
Presenta degli svantaggi sul fronte ecologia :
secondo alcuni articoli di Altroconsumo i detersivi liquidi per
lavatrice inquinano di più, per due motivi:
- i detersivi liquidi richiedono più ossigeno per
biodegradarsi.
- gli imballaggi sono di plastica e contengono meno dosi del fustino di
detersivo in polvere, soprattutto se concentrato.
Un' indicazione importante è la data di produzione,
perchè dalle prove di laboratorio risulta che l'efficacia
del
detersivo diminuisce col passare del tempo. I prodotti riportano sulla
confezione la data, ma è scritta all' interno del lotto che
comprende anche altri codici. Questo ne rende difficile la lettura
E’ importantissimo utilizzare la pallina dosatrice
mettendo il
detersivo nel cestello: così facendo i detersivi si
sciolgono
direttamente nel cestello senza creare problemi di intasamenti a monte.
La pallina aumenta l'efficacia dei detersivi e ne favorisce lo
scioglimento limitando la presenza di residui nei tessuti, oltre a
permettere di ridurre fino a un 20% il dosaggio.
Essa ha essenzialmente un’azione meccanica: aumentando lo
sbattimento dei capi all'interno del cestello, favorisce lo
scioglimento della polvere e aumenta la resa del lavaggio. Le lavatrici
che hanno migliore performance, a parità di detersivo, sono
quelle che "sbattono" di più i capi.
Per questi motivi si consiglia di usare la pallina dosatrice sia con il
detersivo polvere che con quello liquido.
Al posto degli spruzzini smacchiatori si può usare
il sapone
di marsiglia per panni, è meno pratico, ma costa molto meno
ed
è ecologico.
Attenzione, i saponi di marsiglia del supermercato difficilmente sono
vegetali; visto il costo limitato e la grande durata di un panetto,
varrebbe la pena comprarlo vegetale.
Quelli realizzati con grasso animale si riconoscono perché
tra gli ingredienti compare il Sodium Tallowate.
In caso di macchie grasse si può utilizzare in alternativa
qualche goccia di detersivo liquido per i piatti direttamente sulla
macchia.
Quando si lava, a mano o in lavatrice, di solito succede
questo :
- se l'acqua di casa è dura, rimane una pellicola di calcare
che indurisce le fibre
- le fibre rimangono caricate negativamente per opera dei detersivi e
quindi sono meno “gradevoli” per la pelle.
Un ammorbidente convenzionale è composto principalmente da
esterquat (molecola ammorbidente) che può essere di origine
vegetale o animale e una serie di ingredienti di origine petrolchimica
scarsamente o per nulla biodegradabili (additivi che amplificano
l’efficacia dell’esterquat, profumi di sintesi,
perlanti,
addensanti, antischiuma, coloranti, conservanti). Si forma quindi una
“pellicola” che si fissa sulle trame dei tessuti e
che
spesso è causa di dermatiti e allergie.
Un ammorbidente ecologico, composto solo da esterquat, profumo e acido
citrico non forma nessuna "pellicola": semplicemente, con la sua carica
positiva, neutralizza le cariche negative a cui i tessuti sono stati
esposti durante il lavaggio con tensioattivi anionici (i normali
detersivi per bucato hanno un pH molto elevato, oltre 9 ma
più
spesso 10 – 11).
Quindi:
Tra le molecole utilizzate negli ammorbidenti convenzionali
vi
sono i quaternari che sono forti antibatterici ma sono anche
scarsamente biodegradabili, come la maggior parte degli ingredienti che
li compongono.
Viceversa gli Esterquat di origine vegetale, usati per
fabbricare
gli ammorbidenti da alcune aziende bio (ad esempio officina naturae)
non sono battericidi o pochissimo e sono altamente biodegradabili.
Lo stesso dicasi per l'aceto: è efficacissimo usato come
ammorbidente perchè ha carica negativa.
Per tutti questi motivi riteniamo che sia utile, efficace (e
soprattutto economico) usare aceto bianco, 100ml, al posto dell'
ammorbidente.
I panni non prendono l'odore di aceto e conservano il profumo del
detersivo rimanendo più morbidi. Inoltre l'aceto svolge una
ulteriore funzione anticalcare. Meglio ancora una soluzione di acido
citrico al 10%, 100ml a lavaggio.
In alternativa è preferibile usare un ammorbidente ecologico.
ANTICALCARE IN LAVATRICE Se l'acqua di casa vostra è dolce, il
problema calcare e relativo anticalcare non si pone.
Se l'acqua è dura e non avete il decalcificatore collegato
all'impianto idrico, il calcare arriva nella lavatrice e nei tubi di
scarico.
Normalmente si consiglia e pubblicizza l'uso di anticalcare: ennesimi
soldi, ennesimo inquinante, ennesimo residuo chimico sui tessuti.
Abbiamo studiato a lungo questo problema e siamo giunti a questi
risultati:
Da un articolo di Altroconsumo (Prodotti anticalcare per
lavatrice -01/09/1999) e relativi test di laboratorio, appare evidente
che i prodotti decalcificanti sono superflui se in lavatrice si usano
detersivi chimici o bio di nuova generazione
Il motivo è semplicissimo: i detersivi chimici ed ecologici
per
lavatrice in commercio oggi contengono già sostanze (dette
complessanti) che impediscono la formazione di calcare (zeoliti,
citrati, pocarbossilati, silici lamellari ).
Quindi gli anticalcare sono del tutto inutili.
Anche nei detersivi biologici sono presenti complessanti che hanno la
funzione di addolcire l'acqua.
Vediamo meglio una scheda di chiarimenti sui complessanti chimici e
biologici:
I complessanti si legano agli ioni calcio e magnesio presenti
nell'acqua che altrimenti si legherebbero ai tensioattivi (quelli che
"catturano" lo sporco) riducendo le loro proprietà. Hanno
quindi
le funzioni di addolcimento dell'acqua, rafforzamento del potere
lavante nei tensioattivi, miglioramento del processo di rimozione dello
sporco ed evitano che lo sporco rimosso si ridepositi sulla biancheria
o sulle superfici .
Nei detersivi chimici si utilizza
Sono quindi da preferire i Fosfonati che sono fotodegradabili
e non
sono di origine petrolchimica e le Silici lamellari che sono
completamente solubili in acqua.
I Fosfonati diminuiscono la durezza dell'acqua permettendo ai
tensioattivi di lavorare al meglio ( fonte officina naturae )
In quasi tutti i detersivi chimici e biologici si trovano le
zeoliti in percentuali varianti dal 15 al 30%.
Di origine minerale, creano grossi problemi agli scarichi e alle fosse
biologiche essendo TOTALMENTE INSOLUBILI! Costituiscono quella
polverina bianca che rimane sui capi e rende difficoltoso lo
scorrimento del ferro da stiro.
Praticamente ogni volta che fate un lavaggio con una polvere lavatrice
versate dai 15 ai 30 grammi di “sabbia” negli
scarichi!
Esistono molti studi che indicano come la zeolite sia in grado di
interferire sul pH dei terreni e quindi influire sulla normale flora di
quei terreni (studi inglesi per la precisione).
La quantità di zeolite immessa nell’ambiente ogni
anno
tramite i detersivi si aggira sulle 120.000 tonnellate/anno. Questa
enorme quantità di “sabbia” riveste il
fondo dei
fiumi e dei laghi impedendo alla flora di riprodursi.
Le silici lamellari funzionano come un pettine dalla sottili
lamelle
attraverso le quali l’acqua passa e nelle quali le cariche
elettriche imprigionano gli ioni calcio e magnesio.
Il silicio è l’elemento più diffuso
sulla crosta
terrestre e le silici lamellari sono completamente solubili.
L’elevato costo ne rallenta la diffusione a favore delle
molto più economiche zeoliti o dei policarbossilati.
I policarbossilati svolgono la funzione di sequestrare gli
ioni
calcio tramite formazione di complessi. Sono scarsamente biodegradabili
per via aerobica e non lo sono per nulla per via anaerobica; negli
impianti di depurazione vengono trattenuti nei fanghi.
Aggiungere un prodotto anticalcare a un detersivo normalmente
in
commercio non serve, se non in casi di acqua estremamente dura. I
moderni detersivi già contengono ingredienti atti a ridurre
la
durezza dell’acqua.
Un detersivo che si vuole definire ecologico, alla luce di quanto sopra
riportato, deve contenere silici lamellari o citrati. Per la salute
degli scarichi e dell’ambiente bisogna evitare prodotti che
contengano zeoliti o policarbossilati.
ATTENZIONE:
SE USATE ANTICALCARESe si usano anticalcare, bisogna ricordare che rendono più dolce l'acqua: è quindi necessario diminuire la dose di detersivo e usare la quantità consigliata per acque dolci.
Perciò i casi sono due:
In entrambi i casi, l'effetto anticalcare sarà
identico.
Però nel caso di uso detersivo + anticalcare aumenta il
costo a
lavaggio.
E' invece errato e inquinante usare l'anticalcare e il detersivo nella
quantità indicata per acque dure.
Per
quanto riguarda i
abbiamo studiato i vari sistemi consigliati :
Nei siti specifici e in bibliografia si trovano consigliati 3
prodotti
naturali : bicarbonato, sale, aceto.
I primi due non sono validi come decalcificanti, il bicarbonato
è valido come ammorbidente, ma - sorpresa delle sorprese -
il
sale non ammorbidisce!
L'aceto, essendo un acido, è il giusto prodotto per
decalcificare
DETERSIVI
LAVATRICE PER CAPI NERINon abbiamo avuto modo di testarli e trovare informazioni.
Ovviamente solo nel tradizionale si trova un detersivo di questo
genere: è una delle ultime trovate commerciali per spingere
il
consumatore a comprare l'ennesimo prodotto inquinante.
Premesso che non ne sappiamo nulla perchè ancora non ci sono
studi accurati, abbiamo così ragionato:
nei detersivi per bianchi “che più bianchi non si
può” vengono aggiunti gli sbiancanti ottici, che
altro non
sono che pitture bianche che il detersivo riversa sulla
biancheria per tingerla di bianco ad ogni lavaggio; sono nefasti e
inquinanti.
Se l' industria dei detersivi tradizionali mette degli sbiancanti
ottici nei detersivi per bianchi, non si sarà inventata
degli
oscuranti ottici per i detersivi per capi neri? Nei detersivi per neri
vien facile sospettare che qualcosa che tinga o scurisca lo abbiano
messo. Spesso vengono inseriti nelle formule degli enzimi che hanno la
funzione di “tagliare” i pelucchi che tendono ad
ingrigire
un capo nero. Noi non li usiamo e con i capi scuri usiamo un detersivo
liquido delicato.