Impariamo a guardare a ricercare,
a mettere in dubbio i luoghi comuni,
le abitudini radicate.
A chiederci cosa c'è dietro
a scegliere con consapevolezza.
Impariamo ad agire

Da dove inizia l'eco coscienza?

Nel caso mio credo che il tutto si sia risvegliato grazie all' ingresso nel mercato dei coloranti per tessuti da tingere in casa. Come tutti lavavo e usavo di tutto e di più, senza mai chiedermi cosa ne era dei residui tossici dei detersivi impiegati. Poi un bel giorno mi arriva notizia di una magnifica invenzione : i coloranti di tessuti da casa . Mia madre inizia le sperimentazioni:
questi coloranti si sposavano benissimo alla nostra idea di recupero e riciclaggio :
tingere dei vestiti macchiati, salviette, teli , ci dava la possibilità di riutilizzare vesti e biancheria che altrimenti avremmo scartato. E vai di blu, di nero , di rosso ... Cominciarono le carovane del colore:
mamma telefonava e avvisava che si faceva la lavatrice blu:
" se qualcuno di voi ha qualcosa da tingere lo porti entro il fine settimana "

E vai... la meraviglia rinnovata del colore fai da te ci sembrò una delle più belle invenzioni dell'era moderna. Invero essendo che la mia età era più vicina ai 30 che ai 20, qualche piccolo dubbio sussurrava nei recessi più lontani del mio addormentato cervellino.
Ma l'eco_coscienza mai esercitata fino ad allora non aveva forza sufficiente.
E facilmente si tranquillizza al pensiero che : " se li vendono e pubblicizzano è tutto okkkkkk ..."
Poi un giorno mi faccio il blu fai da te in casa, preparo il tutto : vestiti da ritingere, sale, coloranti, ecc eccc... e proseguo all' operazione di tintura . A quel punto NON VEDERE risultò un pò difficile ...
L'oblò della lavatrice mesceva avanti e indietro un liquido dalla decisa tonalità blu notte.
Non parlo di un' ombra di blu, parlo proprio di un liquido dall' intenso colore BLU NOTTE .
A quel punto perfino una come me che mai aveva pensato ai residui tossici, cominciò a pensarci...
E lì cominciai ad esercitare un filo di scelta critica :

Ecco quindi che scoprii per la prima volta come sotto un apparente riciclaggio, in linea con tempi di risparmio ed ecologia, fosse celato un gesto scellerato dall' impatto ecologico inaudito,
e come si trattasse di operare la prima scelta
SCEGLIERE DI PRESERVARE L'AMBIENTE DI TUTTI
PIUTTOSTO CHE SCEGLIERE DI PRESERVARE
I MIEI QUATTRO PANNI E QUATTRO SOLDI.

La visione del liquido nerastro che riempiva l'oblò della mia lavatrice, e che dalla lavatrice si riversava nei tubi di scarico per finire dritto dritto nell'ambiente è stato l' inizio di un lungo lavoro di consapevolezza sulle cose inaudite che facciamo e che siamo INVITATI E PUBBLICIZZATI A FARE
perchè la cosa incredibile è questa :
QUESTI PRODOTTI VELENOSI E SCELLERATI NON SOLO LI VENDONO AL PUBBLICO, MA NE PUBBLICIZZANO CALDAMENTE L' ULTILIZZO
NEL CASO SPECIFICO DELLE TINTURE DA CASA, LA SEDUZIONE PUBBLICITARIA CHE ACCALAPPIA è : IL RICICLAGGIO
LA PERVERSIONE è CHE SIAMO COSì CIECHI DA PENSARE DI RICICLARE ( ECOLOGIA )
E INTANTO AVVELENIAMO L'AMBIENTE PER RECUPERARE DUE MAGLIETTE E UN PANTALONE

Qual è il modello di pensiero alla radice dei consumi?

Da dove originano i miei modelli di uso e abuso dei detersivi industriali?

 Sono figlia dell'ultima generazione di donne che lavava tutto a mano risparmiando su detersivi reperibili a fatica e caro prezzo.
Per anni mia madre e la sua generazione ha lavato a mano ogni cosa.
Fino a che è finalmente stata inventata la lavatrice, che prima o dopo è diventata accessibile e indispensabile a tutti.

Và da sè capire che mai prima di ora v'è stato necessità di demonizzare i lavaggi industriali, anzi, retrocedendo appena negli anni si scopre che l' invenzione e la possibilità di utilizzo delle lavatrici e dei saponi è stato integrato nella nostra società come segno di benessere,
di igiene, di rispetto sociale.

In fondo non bisogna andare tanto in là nei tempi per ricordare che l' igiene della casa e della persona non era certo così facile e alla portata prima dell' avvento dell'era dei detersivi a go go.
La lavatrice, i detersivi per la casa e per il corpo, l'acqua calda e corrente in casa,
sono stati una conquista e un segno di "arrivo " sociale.

Mai fino ad oggi nella storia dell' umanità v'è stato da pensare o integrare la consapevolezza che il sapone liquido e qualunque altro detergente siano velenosi per il nostro corpo e per la terra in cui viviamo.

Certo, non ci voleva una mente nemmeno 60 anni fa a pensarlo, ma se non lo vogliamo integrare adesso che ve n'è urgenza non è il caso di meravigliarsi per gli anni passati.

E' da quì che voglio partire. Capire il modello che abbiamo integrato è importante.
E' la base che guida i nostri comportamenti.

Se vogliamo portare dei cambiamenti nel nostro agire_pensare_fare, bisogna che andiamo a contattare la matrice che regola e indirizza il nostro fare. Una volta contattata e compresa, accettata, si può andare a modificarla su impostazioni nuove e in linea con i tempi di adesso.

In fondo da quando mia madre lavava a mano ogni singolo vestito, il mondo s'è fatto e rifatto tre volte. Ma se non lo si spiega al modello pensiero che ha passato 25000 anni a desiderare la lavatrice e il sapone, che gli agognati strumenti ci stanno distruggendo...

... per quanto noi si possa pensare di comprare un detersivo a basso impatto ambientale,
vi sarà sempre una radicata fissazione da qualche parte dentro di noi che tifa sfegatatamente per un sapone dal profumo incantevoleeeeeeee che sbianca in maniera ecceeeelllsaaaa,
lava meravigliosameeeenteeeee in una lavatrice ultimo modello,
a 1000 giri e tremilafunzioni con settimila lucine ....

il nostro intento celebrale di sacrificare fatica e denari per i saponi bio_logici,
sarà sotterraneamente sabotato da un modello inconscio potentissimo

"vaglielo a spiegare all' ominide abbarbicato alla lavatrice ultimo modello sognata dai tempi del paradiso terreste, che è ora di tornare ai vecchi tempi ...."

insomma, se pò fà, ma sà da farsi furbi, e le scorciatoie non servono ...
bisogna incontrare l' ominide ...