
Se ricerca seria s'ha da fare, allora bisogna essere onesti.
Inutile demonizzare la lavatrice e i detersivi:
niente farà più incaponire l'ominide in noi di
qualunque gesto o parola che ventili di fare a meno del mitico oggetto
frutto dell'evoluzione della specie.
Ritengo quindi sia utile partire da quà : inutile
convincerci che la lavatrice è un aggeggio del diavolo e i
saponi sono i suoi accoliti. Se si vuole fare passare un bio
messaggio costruttivo e consapevole in noi stessi e negli
altri, bisogna rendersi conto che abbiamo tutti bisogno di lavatrice e
detersivi, e li teniamo in gran rispetto. Farci sentire in colpa e
classificarci come terroristi dell'ambiente servirà solo a
rinforzare il bisogno di tutti di chiudere gli occhi sul disastro
ambientale che produciamo. Anzi ci sentiremo ancor più
bisognosi di allontanarci da qualunque strumento di risveglio
ecologico. Una strategia di questo genere opera un "rinforzo negativo",
una strategia sbagliata produce l'esatto contrario di quello che
vorremmo....
S'ha quindi da farsi furbi... Lo sappiamo tutti che la
pubblicità è l'anima del commercio, o no????
QUALE IL PUNTO DI PARTENZA PER PASSARE DAL DIRE
AL FARE ?
Dobbiamo essere aiutati a trovare delle vie di mezzo, per il momento.
Vie che facciano da ponte tra tradizionale e biologico, tra dire e
fare, tra creazione e distruzione.
Un buon inizio è capire che pur utilizzando detersivi
tradizionali & Co, possiamo imparare dei trucchi, degli
accorgimenti, delle attenzioni che cambiano di molto l' impatto degli
stessi sull' ambientale.
Cominciare
con poco si può e si deve.
Sia che si usino detersivi tradizionali che biologici, bisogna
stare molto attenti alle quantità.
Alcuni tipi di detersivo cambiano nel tempo composizione e indicazione
di dosaggio. Per questo motivo bisogna ricordarsi di leggere con
attenzione le prescrizioni in ogni ricarica di fustino acquistata.
NON SPRECARE è la
regola aurea, principalmente per l' inquinamento, secondariamente per
l'economia. Inoltre una eccessiva quantità di detersivo non
riesce a sciogliersi e di conseguenza a lavare. Il risultato
è che i panni non sono puliti e rimangono intrisi di residui
di detersivo.
I detersivi tradizionali inquinano tantissimo quindi bisogna imparare
ad usarli con accortezza.
I detersivi biologici costano di più e bisogna usarli in
maniera altrettanto attenta, anche perchè essendo detersivo
puro, non riempito di sostanze inerti che facciano volume, va usato
veramente in quantità minime, rispetto al chimico.
In effetti poi, essendo i biologici detersivi concentrati, la
differenza di prezzo tra un detersivo tradizionale pubblicizzato e un
ottimo biologico concentrato, non è eccessiva come appare.
Anzi, è vero che se usato PERFETTAMENTE
nelle quantità, il detersivo biologico costa uguale o poco
più (a seconda delle marche) di un detersivo chimico
pubblicizzato.
Per crederci bisogna proprio provare ed esperimentare.
Il modo più logico ed efficace per imparare ad
usare bene qualunque tipo di detersivo, è leggere
attentamente le istruzioni, e pesare con precisione il quantitativo,
almeno fino a che non si è capito esattamente quanto usarne.
Non siamo abituati a pesare. Invece è il gesto
più importante da imparare, con qualunque detersivo.
E' l'unica maniera per sapere esattamente quanto si consuma.
Non fidatevi di indicazioni tipo "una tazzina da caffé
è pari circa a 50 ml", qualcuna di noi ha esperimentato per
mesi con una tazzina da caffé di 90 ml, precisi precisi,
senza saperlo e sprecando detersivo.
Non siamo abituati nemmeno a pesare i panni. Le indicazioni di uso del
detersivo, si riferiscono a tot chili di panni asciutti. Bisogna
imparare a pesare anche i panni, prima che ci si abitui l' occhio.
Usare la giusta quantità di detersivo permette che venga
eliminato il più possibile durante il risciacquo. E'
importante per non inquinare l'ambiente, ma anche per non inquinare noi
stessi: il detersivo depositato sui tessuti che indossiamo è
una delle tante sostanze irritanti che teniamo a contatto della pelle.
Quindi ancor di più è preferibile utilizzare
detersivi con materie prime vegetali, più affini alla nostra
pelle delle molecole petrolchimiche.
Inoltre le lavatrici a risparmio energetico di nuova generazione,
risparmiano proprio sull'acqua. Pensate che fino 10 anni fa una
lavatrice consumava 100-110 litri d’acqua a lavaggio, oggi
siamo scesi a 45! Nei panni sciacquati con poca acqua rimangono
più residui di detergenti.
A maggior ragione è necessario non mettere detersivo in
sovrappiù, che rimarrebbe nei tessuti.
Per ovviare a questo problema si può inoltre usare la
funzione che aumenta l'acqua nella lavatrice,
o ripetere il risciacquo.
Sembra difficile capire che i residui di detersivi sui vestiti
siano dannosi per la salute, ecco un esempio che chiarifica
perché insistiamo su questo aspetto:
avete presente quanti farmaci vengono somministrati attraverso la pelle
per mezzo di cerotti?
Cerotti per farmaci cardiaci, cerotti per somministrazione di ormoni,
cerotti antinfiammatori.
La nostra pelle ASSORBE le sostanze, con cui viene a contatto.
Qualunque esse siano.
A seconda della durezza dell'acqua della propria zona, varia
tantissimo la quantità di detersivo che va usata.
Per durezza dell'acqua si intende la quantità di sali di
calcio e magnesio presenti nell'acqua.
Se l'acqua è dura molte molecole del tensioattivo sono
“impegnate” dagli ioni calcio e magnesio e quindi
non lavano; serve allora più detersivo, se ne spreca
parecchio e l' inquinamento aumenta.
Per conoscere la durezza dell'acqua della vostra zona, informatevi
tramite l'azienda che la fornisce.
Sul sito di Assocasa, trovate un motore di ricerca che consente di ottenere informazioni sulla durezza dell'acqua in 5.600 Comuni italiani.
Un articolo di Wikipedia vi spiega cosa è la durezza dell'acqua e indica i valori di riferimento.
La soluzione principiale al problema dell'acqua dura dovrebbe
essere
montare dei decalcificatori che la rendano dolce. Oltre al vantaggio
sull'uso dei detersivi, si ottiene il grande vantaggio che i macchinari
e le tubature dell'acqua non vengano rovinati dal calcare.
Attenzione però: l’acqua trattata con un
addolcitore a sali o a scambio ionico non è indicata per il
consumo umano, a causa degli ioni sodio che vengono ceduti
all’acqua al posto degli ioni calcio e magnesio. Da tenere
presente anche che un addolcitore consuma (cioè versa
direttamente nello scarico senza che ve ne accorgiate) in media 200/300
litri di pura, buona acqua potabile ogni 3 o 4 giorni per
rigenerare i sali. Non è eticamente il massimo.
Perché caschiamo nelle truffe?
Gli ausili detergenti descritti sopra e altri, vengono venduti e
prendono piede perché quasi nessuno si rende conto di quanto
l’azione dell’acqua calda fine a se stessa sia
efficace nella pulizia.
Succede quindi che si usano palline magnetiche, noci del sapone, e
altre invenzioni, senza aggiunta di detersivi.
Si valutano i risultati e si rimane stupiti del fatto che i nostri
panni, le stoviglie e i pavimenti, siano puliti!
Nel nostro modello-pensiero non è contemplato il fatto che
senza detersivi si possa pulire alcunché.
Ecco perché ci caschiamo!
La prova del nove per gli scettici (l’abbiamo usata anche
noi) è ripetere lo stesso tipo di lavaggio con sola acqua
calda, e valutare i risultati.
ECO FURBATE: ce ne sono a
bizzeffe.
Una in particolare vogliamo segnalarvi: da un po’ di tempo a
questa parte, e per i prossimi anni, ciò che fa fare affari
alle case produttrici, è affermare che i propri prodotti
sono etici
.
Tutto diventa etico, in teoria, e le multinazionali si strapperanno i
clienti a suon di prodotti legati a progetti etici, tipo:
“per ogni fustino di detersivo sarà devoluto 1
euro per tale missione” o peggio “Per ogni
confezione di acqua minerale acquistata (in bottiglia di plastica)
sarà trivellato un pozzo per l’acqua nel
Sahara!”
State attenti e valutate. L’etica non si inventa dalla sera
alla mattina.
Un’altra grande furbata è che scritte
come tensioattivo di origine vegetale
non
garantiscono affatto che la
sostanza originaria sia rimasta vegetale: può essere stata
combinata con molecole di origine petrolchimica.
Ne sono un esempio i tensioattivi etossilati, in cui il TH finale
indica un tensioattivo al quale è stata
“attaccata” una frazione (dal 30 al 70%)
petrolchimica (tipo Sodium Coceth Sulfate). (componente derivato dal
petrolio)
E' importante anche sapere che moltissime scritte che inneggiano alla
natura, all’ecologico, sono solo specchietti per le allodole,
permesse dalla mancanza di una legge specifica.
Ricordate che E’ POSSIBILE L’UTILIZZO DEL TERMINE
“BIOLOGICO” SOLO DA AZIENDE CERTIFICATE DA APPOSITI
ENTI.
Attenzione anche alle scritte biodegradabilità
al
100%
.
Il metodo analitico che misura la biodegradabilità di un
tensioattivo,e solo di un tensioattivo, ha un margine di errore del +/-
10%. Non è quindi matematicamente possibile dichiarare un
prodotto biodegradabile al 100%.
Viceversa è possibile affermare che esso è
“ facilmente, rapidamente e completamente biodegradabile"
secondo normativa tedesca OECD.
In ogni caso, quando si parla di BIODEGRADABILITA’ ci si
riferisce solo ed esclusivamente ai tensioattivi.
Per tutti gli altri ingredienti non sono previsti test di
biodegradabilità.
Come sbiancante si dovrebbe usare il PERCARBONATO (si trova
facilmente in internet, se non lo trovate in altro modo, marche
officina naturae e sonett) da non confondere con perborato.
Gli sbiancanti hanno il ruolo di decolorare le macchie, avendo
la capacità di alterare la struttura delle sostanze colorate
che divengono così più idrosolubili.
Gli sbiancanti a base di CLORO innescano una reazione secondaria che
porta alla formazione di composti organici del cloro particolarmente
tossici.
L' uso del PERBORATO malgrado la sua capacità di
liberare ossigeno e svolgere azione sbiancante, è da
evitare. Se non attivato con TAED non agisce a temperature inferiori ai
30°.
A breve verrà messo al bando per il riscontrato effetto
teratogeno (danni sul feto)
E' quindi da PREFERIRE IL PERCARBONATO che libera ossigeno e anidride
carbonica senza avere effetti sull'uomo e sull'ambiente, ha una soglia
termica più bassa del perborato, quindi comincia ad agire
già a 30°C, per raggiungere una maggiore azione a
50°C, senza attivatori
ATTENZIONE:
negli scaffali dei negozi e supermercati si trovano
SBIANCANTI- IGIENIZZANTI consigliati per
disinfettare il bucato dei bambini,
che contengono sbiancanti ottici.
Allergie in agguato!
Capitolo a parte meritano i vari smacchiatori o sbiancanti nelle
scatoline rosa attivi contro 100 macchie, ecc. ecc.
Si tratta in
realtà di detersivi concentrati, leggendo
l’etichetta si scopre che contengono percarbonato,
tensioattivi, enzimi e sbiancanti ottici. Vanno usati quindi con
cautela per non aumentare il carico inquinante delle nostre lavatrici,
senza contare
l’incidenza sul costo/lavaggio visto che ne consigliano un
cucchiaio ad ogni lavaggio!
L’utilizzo di tali additivi si è reso necessario a
causa delle inferiori prestazioni lavanti dei detersivi moderni
rispetto a qualche anno fa. Per dirla tutta, per mantenere un prezzo
basso, alle moderne polveri per lavatrice sono stati ridotti gli
“attivi” che costano, sostituendoli con
“inerti” che riempiono il sacco o il fustino, ma
che non hanno alcuna capacità lavante. Si compensa
così la minor efficacia consigliando l’aggiunta
“ad ogni lavaggio” di un cucchiaio di
“detersivo concentrato”!
Riportiamo per dovere di cronaca la dichiarazione dei componenti in base al reg. det 648/2004 di uno dei più diffusi smacchiatori convenzionali in commercio:
Sodium Sulfate , Sodium Carbonate Peroxide , Tetraacetylethylenediamine (TAED) , Sodium C10-14 Alkyl Benzene Sulfonate , Sodium Silicate , Sodium Tallowate , Sodium Silicoaluminate , Sodium Accrylates Copolymer , C12-15 Pareth-7 , Tetrasodium, Etidronate , Cellulose Gum , Parfums , DISODIUM BISETHYLPHENYL TRIAMINOTRIAZINE STILBENEDISULFONATE , Subtilisin , Amylase[alpha] , Lipase(triacylglycerol) , Cellulase , Benzyl Salicylate , Butylphenyl Methylpropional
Come dicevamo sopra, si tratta in realtà di un
detersivo
concentrato, infatti troviamo percarbonato, TAED, tensioattivi, saponi
animali, acrilati antiridepositanti, fosfonati, sbiancanti ottici,
enzimi e conservanti.
E’ a questo punto consigliabile cercare detersivi in polvere
che, correttamente miscelati, non necessitano di additivi. Sembreranno
costare di più a scaffale, ma confrontando il costo di una
dose di detersivo + additivo con il costo di una dose di detersivo
correttamente formulato si scoprirà che si
risparmierà e si rispetterà l’ambiente.
Gli sbiancanti ottici sono sostanze che agiscono sull'occhio e
non sulla sostanza (lo sporco).
Lungi dall'adoperarsi in qualsiasi azione di lavaggio e sbiancamento,
si producono in una mirabolante illusione ottica che viene
giust'appunto definita "bianco che più bianco non si
può!".
Funzionano in questa maniera:
la luce che colpisce un capo di abbigliamento riflette verso il nostro
occhio una parte di radiazione visibile e una parte invisibile
(ultravioletto). Gli sbiancanti ottici modificano la lunghezza
d’onda della radiazione ultravioletta rendendola visibile e
quindi, aumentando artificialmente la luce riflessa, il capo diventa
“illuminato” di un bianco azzurrognolo.
Inoltre le macchie spariscono nascoste e coperte dalla patina dello
sbiancante ottico.
Ecco quindi che gli sbiancanti ottici non lavano, bensì
sporcano: ricoprono i tessuti, nascondono le macchie ed entrano a
contatto con la nostra pelle! Infatti quando si iniziano ad usare
detersivi ecologici, privi di sbiancanti ottici, a volte sui capi si
vedono comparire macchie che non si sa da dove siano arrivate: sono le
macchie che nei precedenti lavaggi con sbiancanti ottici erano state
coperte. E ricoperte. E ricoperte e ricoperte...Ricordate che in base
al Reg.Det. 648/2004 è obbligatorio riportare in etichetta
la
presenza di sbiancanti ottici nei detersivi.
(Per
approfondire, clicca qui)